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Indirizzo
P.zza Visconti Venosta 3
10026 - SANTENA (To)
ITALIA

Iscrizione Registro Volontariato
D.P.G.R. n° 2946 del 30 luglio 1997

Codice Fiscale
90014720016


Telefono
(+39) 011.949.21.55

Fax
(+39) 011.949.2155

Il castello di Santena _________________________

La riedificazione dell'attuale Castello - in realtà il termine esatto è Villa - fu commissionato da Carlo Ottavio Benso (ramo dei Benso di Santena) nel 1708-1710.

Per il progetto dell'edificio venne chiamato Francesco GALLO, autore, tra l'altro, della cupola ellittica del Santuario di Vicoforte (Cn).

Nel 1708 Carlo Ottavio Benso cominciò la demolizione del vecchio castello risalente alla prima metà del cinquecento.
Nel 1714 comprò dal Marchese Federico Tana di Baiard il "castellazzo" e dalla stessa persona e da GiovanBattista Fontanella di Baldissero un'altra costruzione in rovina (sul luogo dove ora si trova il "Salone diplomatico").

Edificato tra il 1712 e il 1720, la pianta settecentesca prevedeva un basamento a scarpa, utilizzato come cantina, un piano nobile con mezzanino, in realtà occupato al centro dal salone d'onore, un secondo piano con lungo balcone e, sulle ali laterali, un terzo piano.


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Vista dal Parco
Castello Cavour - Santena
 
Una prima modifica avvenne tra il 1760 e 1766 quando due sentenze del tribunale (Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, Senato di Piemonte, sentenze civili, mazzo 177, 19 giugno 1760 e mazzo 226, 28 luglio 1766) stabilirono la divisione dell'edificio in due parti esattamente identiche simmetricamente rispetto ad un piano verticale ortogonale alla facciata e passante per il suo centro.

La riplasmazione ottocentesca (1840 circa) comportò il sopralzo del corpo centrale, la scomparsa delle finestre del mezzanino tra primo e secondo piano ed il rifacimento della terrazza a sud del castello.

Inoltre, tra il 1876 ed il 1888, la Marchesa Giuseppina, nipote di Camillo e sposa di Carlo Alfieri di Sostegno, rimodernò il Castello con la spesa di oltre 172.000 lire facendo eseguire le decorazioni esterne sulle facciate (stucchi con motivi naturalistici di gusto manieristico realizzati da Melchior Pulciano sotto la direzione di Amedeo Peyron), facendo sistemare il tetto e, all'interno, predisponendo il rifacimento dell'impianto di riscaldamento, delle tappezzerie, degli stucchi e degli arredi.

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